Siccità: la crisi globale nascosta

La siccità è una crisi globale nascosta che rischia di diventare “la prossima pandemia” se i Paesi non intraprendono azioni urgenti sulla gestione dell’acqua e del territorio ed affrontano l’emergenza climatica, ha affermato l’ONU.

Almeno 1,5 miliardi di persone sono state direttamente colpite dalla siccità in questo secolo ed il costo economico in quel periodo è stato stimato a 124 miliardi di dollari. È probabile che il vero costo sia molte volte più alto, perché tali stime non includono gran parte dell’impatto nei Paesi in via di sviluppo, secondo il rapporto speciale GAR sulla siccità 2021 .

Il rappresentante del segretario generale delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi, ha dichiarato: “La siccità è sul punto di diventare la prossima pandemia e non esiste un vaccino per curarla. La maggior parte del mondo vivrà con lo stress idrico nei prossimi anni. La domanda supererà l’offerta in determinati periodi. La siccità è un fattore importante nel degrado del suolo e nel declino dei raccolti per le principali colture”.

I contenitori sono esposti mentre le acque del lago Sun Moon a Nantou, Taiwan, si ritirano durante una siccità nazionale

Molte persone hanno un’immagine della siccità che colpisce le regioni desertiche dell’Africa, ma non è così. La siccità è ormai diffusa e, secondo il rapporto, entro la fine del secolo tutti tranne una manciata di Paesi la sperimenteranno in qualche forma.

Le persone vivono con la siccità da 5.000 anni, ma quello che stiamo vedendo ora è molto diverso: le attività umane stanno esacerbando la siccità e aumentando l’impatto, minacciando di far fallire i progressi della lotta alla povertà.

I paesi sviluppati non sono immuni: Stati Uniti, Australia ed Europa meridionale infatti, hanno subito una sempre più marcata aridità negli ultimi anni. Questo fenomeno costa più di 6 miliardi di dollari l’anno in impatti diretti negli Stati Uniti e circa 9 miliardi di euro nell’UE, ma è probabile che questi siano dati sottostimati.

La crescita della popolazione sta aggravando la situazione, esponendo più persone in molte regioni agli impatti di questo fenomeno.

Il Danubio, uno dei più importanti corsi d’acqua europei, è stato fortemente colpito dalla siccità negli ultimi anni, influendo negativamente sul settore dei trasporti, turismo, l’industria e produzione di energia. 

Il cambiamento dei modelli delle precipitazioni a causa del cambiamento climatico, è un fattore chiave della siccità, ma il rapporto identifica come cause anche l’uso inefficiente delle risorse idriche, il degrado della terra sotto l’agricoltura intensiva e le cattive pratiche agricole. Anche la deforestazione, l’uso eccessivo di fertilizzanti e pesticidi, il pascolo eccessivo e l’eccessiva estrazione di acqua per l’agricoltura sono problemi importanti.

Le Nazioni Unite chiedono ai governi di agire per aiutare a prevenire la siccità riformando e regolamentando il modo in cui l’acqua viene estratta, immagazzinata e utilizzata. 

Il rapporto, intitolato Global Assessment Report on Disaster Risk Reduction: Special Report on Drought 2021 , sarà oggetto di discussione alla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima noto come Cop26, che si terrà a Glasgow il prossimo novembre.

Quali sono le principali cause della siccità e del disboscamento? Quali sono i loro effetti sui flussi migratori? Dove viene originato il fenomeno e come combatterlo?
Questo e tanto altro nella 2^ edizione de La Fabbrica Degli Immigrati.

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