Il ritorno delle promesse

Manca veramente poco alle nuove elezioni politiche, poche persone si aspettavano che questo momento sarebbe arrivato così presto, eppure per motivi condivisibili o meno, ci troviamo a dover decidere a chi dare fiducia appena dopo le nostre amate vacanze estive. Questa pagina nasce con l’idea di un blog apolitico certo, eppure mi sento in dovere di esprimere la mia opinione. Cercherò di essere quanto più sintetico possibile e porre l’accento sui quesiti ed interrogativi veramente importanti, perché la politica è importante, la politica decide sul futuro di nazioni intere. Ci tengo ad evidenziare la parola “futuro” proprio perché penso che così debba essere pensata la politica: incapace di cambiare il passato, in grado di cambiare limitatamente il presente, ma completamente il futuro.

E’ proprio a proposito di futuro che l’attuale politica dovrebbe porre la sua totale attenzione. Oggi nel mondo vi sono innumerevoli guerre, in Ucraina quella più da noi conosciuta, c’è l’imminente problema del surriscaldamento globale, l’emergenza della siccità, emergenza economica dovuta ai postumi del COVID-19 e della stessa guerra in atto.

È sulle scelte dei partiti, dirette o indirette, riguardo a questi punti fondamentali, che sceglierò lo schieramento politico da me ritenuto più consono. Il partito politico meritevole del mio voto sarà dunque quello con idee chiare su come affrontare in primis l’emergenza climatica e di conseguenza quella alimentare e idrica; sarà quello con un giusto programma sulle politiche sociali e sul rinnovo del settore lavoro. A mio parere, un partito per meritare la fiducia di un cittadino deve avere idee progressiste e liberali, deve aver dimostrato la propria onestà e la propria competenza, allontanandosi dalla sterile politica zavorrata da idee conservatrici e religiose.

È per quanto sopra scritto che mi sento in dovere di scartare tutti quei partiti che rappresentano la cosiddetta destra italiana. I tre principali partiti “Fratelli d’Italia”, “Lega” e “Forza Italia” sono fondati su pensieri separatori, ovvero che separano le persone in nome di principi discriminatori. La loro storia non denota né particolare competenza né soprattutto onestà. A tal proposito non sarebbe sufficiente scrivere un libro sulle condotte poco oneste degli esponenti di questi tre partiti, basti ricordare i 49 milioni di euro di fondi elettorali spariti dalle casse della Lega, l’inchiesta sui finanziamenti illeciti della “lobby nera” al partito Fratelli d’Italia, la nascita del partito Forza Italia dall’ormai nota trattativa stato mafia. basti pensare che Forza Italia risulta essere oggi il partito con più arrestati per ndrangheta, secondo solo appunto, a Fratelli d’Italia.

Ho promesso di essere sintetico, quindi mi dedicherò ad esaminare i punti principali del programma della coalizione cosiddetta di destra:

  • Ritorno all’energia nucleare
  • flat tax
  • Stop reddito di cittadinanza
  • modifica della costituzione per una Repubblica presidenziale

Esaminato brevemente il primo punto, proprio per porre l’accento sul problema inquinamento, cambiamento climatico ed approvvigionamento energetico presente e futuro, i partiti di destra con la Lega in primis, puntano su fantomatici impianti atomici di nuova generazione. Queste strutture con tecnologia vecchia, sono stati già due volte rifiutati dagli italiani stessi con due referendum popolari, il motivo del diniego sono i lunghissimi tempi di costruzione e gli altissimi costi degli impianti stessi, la scarsa sicurezza, ma soprattutto il grande problema dello stoccaggio delle pericolose ed inquinanti scorie radioattive. Ad infierire sull’idea del ritorno al nucleare, è oggi giorno più che mai la crisi idrica: per poter raffreddare e far funzionare infatti i reattori nucleari, c’è bisogno di una spropositata quantità di acqua.

Per Aiutare il settore economico della nostra nazione, colpita come tutti gli altri Paesi del mondo dal problema della scarsità delle materie prime dovute alla guerra e dal post-pandemia, la destra italiana sfoggia come cavallo di battaglia la famosa e sbandierata flat-tax. La tanto acclamata flat-tax non è altro che una strategia che punta a tassare i cittadini senza una vera e propria distinzione di reddito, si applica infatti la stessa aliquota indipendentemente da quanto un contribuente guadagna o dichiara, a vantaggio dunque dei più ricchi e penalizzando i redditi più bassi ed i giovani. In paesi come l’Ungheria dove la flat-tax è stata introdotta da anni, possiamo notare che a trarre vantaggi economici dalla riforma, è la popolazione più ricca, mentre per l’80% della popolazione di fascia medio bassa si sono riscontrati solo svantaggi. E’ da evidenziare inoltre che al contrario di quanto auspicato dai suoi sostenitori, la flat tax non ha portato nessun beneficio in termini di evasione fiscale in nessuno dei Paesi che la adotta. Il costo della manovra si stima intorno agli 80 miliardi l’anno, soldi che nessuno dei partiti politici svela da dove verranno reperiti, a parte la demolizione del reddito di cittadinanza, che da sola non basterebbe a pagarne il prezzo.

Altro punto su cui la destra si batte è lo stop al reddito di cittadinanza, chiamato addirittura da qualcuno “reddito dei fannulloni”. Lo stop di questo assegno alle famiglie servirà a sovvenzionare parte della flat-tax sopra descritta. A mio parere per quanto imperfetto sia attualmente il reddito di cittadinanza, permette a migliaia di famiglie di potersi assicurare cibo per tutto l’anno. Questo strumento sociale si è dimostrato il più utile in assoluto contro la povertà soprattutto durante la pandemia; in quel tempo infatti migliaia di famiglie riuscivano a sopravvivere sostenuti dal reddito di cittadinanza, fungendo in questo caso da strumento di prevenzione estremamente efficace. Immaginate cosa sarebbe potuto succedere se migliaia di famiglie negli anni peggiori del COVID avrebbero dovuto “procurarsi” del cibo. Pensate che avrebbero potuto farlo in maniera onesta? Immaginate quante persone avrebbero potuto pensare di mettere fine alle loro vite perché incapaci di adempiere ai propri obblighi familiari. La strategia completa del reddito di cittadinanza comprendeva dopo la fase di elargizione del denaro, la riforma dei centri dell’impiego e l’obbligo di un lavoro offerto ai destinatari del reddito, ma con lo sfortunato arrivo del COVID-19 il piano completo si è inevitabilmente interrotto. il reddito di cittadinanza non è quindi oggi uno strumento completamente compiuto, ma è uno mezzo di partenza sul quale lavorare per migliorarlo e per renderlo come originariamente escogitato. Altro aspetto positivo del reddito di cittadinanza è il contrasto allo sfruttamento dei lavoratori e al reclutamento dei giovani dalle mafie.

Quello che risalta sin da subito, è che la flat-tax può definirsi uno strumento dispendioso (costa 80 miliardi l’anno) a beneficio di pochi ricchi (Berlusconi & Co.?), mentre il reddito di cittadinanza resta un importante strumento sociale e popolare (costa 8 miliardi all’anno) che giova alla dignità di chi non può permettersi di fare la spesa al supermercato.

Altro punto fondamentale che si legge nel programma del centrodestra, è la modifica della costituzione italiana al fine di modificare la nostra Repubblica parlamentare in una Repubblica presidenziale. Differenza sostanziale tra le due forme di Governo è che nella Repubblica parlamentare la volontà popolare si esprime eleggendo il Parlamento, il quale, a sua volta, ogni 7 anni elegge il presidente della Repubblica (che funge da garante), mentre nella Repubblica presidenziale il popolo elegge direttamente il Presidente della Repubblica. Uno dei problemi del presidenzialismo è che in assenza di un sistema di partiti solido, l’elezione diretta del Presidente della Repubblica può portare verso il plebiscitarismo. Per alcuni costituzionalisti, si estremizza la tendenza al leaderismo già presente nel nostro sistema (vi ricorda qualcuno?). In Italia non vi è un problema di debolezza istituzionale del governo, ma di assenza di maggioranze che si formino sui programmi e non intorno ai leader. Il sistema presidenziale rischia di tradursi in una forma di decisionismo, come in Sudamerica. Ciò accade in contesti privi di quella cultura liberale che ispira il costituzionalismo nordamericano. Il Presidente della Repubblica in Italia potrebbe trasformarsi in un decisore solitario, cui la legittimazione popolare rischierebbe di consentire un’azione indiscriminatamente autonoma.

Non mi dilungherò analizzando i programmi di tutti gli altri partiti, ma ci tenevo ad esporre le precisazioni di cui sopra, spinto dalla paura che queste idee mi suscitano. Non sono entrato nei particolari ne ho voluto parlare dei famosi stereotipi e cavalli di battaglia del centrodestra, come quella di una fantomatica risoluzione del problema migratorio. Il mio pensiero in merito a questi temi è racchiuso nel mio libro “La Fabbrica Degli Immigrati”.

Passo dunque direttamente al partito che senza ombra di dubbio rappresenta la scelta più giusta per affrontare non solo i problemi attuali e futuri ma per gettare le basi di un Paese più liberale e aperto al cambiamento.

Il Movimento 5 Stelle è attualmente (come al solito) sotto attacco da parte di partiti politici e grandi editori, prima per aver dato fiducia al Governo Draghi, poi per averlo sfiduciato mettendo anticipatamente fine al Governo stesso. Ebbene, nel primo caso, ovvero la fiducia al Governo, che piaccia oppure no, sono stati gli stessi elettori (democraticamente) a decidere. Per quanto mi riguarda, non mi vergogno di ammettere che ho votato a favore della fiducia al Governo Draghi con l’intento di non far escludere il Movimento dall’esecutivo, in uno dei momenti critici per l’Italia, ed al fine di poter amministrare quei tanti miliardi di euro del piano PNRR, ricevuti proprio grazie a Giuseppe Conte ed al Movimento. Speravo che con la promessa di un forte Ministero per la transazione ecologica, quei fondi fossero destinati alle energie rinnovabili e non alla costruzione degli inceneritori (tassate amaramente dalla UE dal 2026). La sfiducia al Governo Draghi è stata dunque solo una normale conseguenza, dopo la totale trascuratezza di tutti e nove i punti proposti dal M5S.

Il Movimento 5 stelle nella sua breve storia è riuscita a governare questo Paese per pochi anni in due differenti Governi. Sappiamo tutti che attualmente questo partito è indirizzato dall’ex premier Giuseppe Conte eletto quale leader del Movimento dagli elettori del Movimento stesso. E’ ormai noto infatti che alla base delle scelte del Movimento 5 stelle, vi è il consenso popolare tramite una piattaforma informatica, che permette ai cittadini di presentare proposte di legge, votare proposte altrui, votare i propri rappresentanti (obbligatoriamente incensurati). I parlamentari del Movimento 5 Stelle inoltre, sono gli unici nella storia a rifiutare i contributi economici dei cittadini e a dimezzarsi lo stipendio a favore del microcredito, che sostiene le startup italiane, finanziandole a tasso agevolato.

Per quanto possa essere additato come eccessivamente popolare, il sistema, che è alla base della partecipazione diretta, è punto imprescindibile della filosofia del Movimento. Anche nel Movimento 5 stelle infatti sono state elette, seppure dai cittadini, persone che si sono dimostrate più o meno competenti rispetto alle loro mansioni, o più o meno propense ad accettare i cambiamenti che sono stati proposti dai sostenitori. Tanti sono stati gli eletti che hanno deciso di cambiare partito, e tanti sono stati quelli espulsi dal movimento perché ritenuti non più idonei.

Ma veniamo al dunque, ed esaminiamo molto sinteticamente quello che è stato fatto nell’arco dei brevi Governi Conte I e Conte II.

  • Reddito di Cittadinanza
  • Superbonus 110%
  • Cashback di Stato
  • Dimezzamento del numero di parlamentari
  • Decreto dignità (record di occupazione dal 1977)
  • Decreto “clima”
  • Legge “spazza corrotti”
  • Legge “sblocca cantieri”
  • Legge “salva mare”
  • Legge per la class action
  • Legge regolamentazione monopattini elettrici
  • Pensione anticipata “Quota 100”
  • Abolizione dei vitalizi
  • Regime forfettario per le nuove attività
  • Detenzione per i grandi evasori
  • Ideazione del “Codice Rosso”
  • Ecobonus auto elettriche
  • Taglio del cuneo fiscale
  • Fondo per il risarcimento dei truffati bancari
  • 10 000 assunzioni nelle FF.OO.
  • 50 000 mila assunzioni nell’istruzione
  • 11 miliardi di euro per dissesto idrogeologico
  • Stop aumento pedaggi autostradali
  • Stop pubblicità alle attività del gioco d’azzardo
  • Stop alla prescrizione
  • Stop all’aumento dell’IVA
  • Stop trivellazioni

In aggiunta ai sopra citati provvedimenti, c’è da considerare anche i diversi traguardi raggiunti, come l’ottenimento di quasi il 50% di finanziamenti europei del recovery plan (denaro che nessun partito destrorso voleva, ma che adesso vogliono amministrare) per un ammontare di 209 miliardi di euro (record assoluto di finanziamenti), indirizzato soprattutto alla digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, transazione ecologica e infrastrutture per una mobilità sostenibile. La sola manovra del superbonus 110% ha generato un valore economico pari al 7,5% del PIL, trasformando i 38 miliardi di euro investiti, in ben 125 miliardi, riducendo i costi delle bollette, e quasi un milione di tonnellate di CO2, ma nel contempo, aggiungendo 120 mila posti di loro. Forse la migliore manovra di tutti i tempi per ecologia, aumento del lavoro e della ricchezza.

E’ importante ai fini della valutazione della responsabilità, sapere che in pochi anni, ovvero in meno tempo della durata di un normale Governo, il Movimento 5 stelle è stato in grado di portare a termine l’80% delle misure proposte in campagna elettorale. Il tutto è stato reso possibile nel bel mezzo di una pandemia mondiale che ha visto l’Italia primo Paese colpito in Europa ed esempio mondiale, reduce inoltre dalla conseguente crisi economica post-covid.

Detto ciò, non dovrebbe essere più un mistero il motivo di chi decide di affidarsi ancora al Movimento 5 stelle per le prossime elezioni: il partito che conta in Parlamento il maggior numero di laureati, di donne, giovani e soprattutto nessun indagato. Un partito che non solo rinuncia i finanziamenti pubblici, ma rinuncia alle rielezioni dei candidati dopo il secondo mandato, facendo così in modo, che quello del politico non sia un vero e proprio lavoro, ma una breve esperienza al fine di contribuire al bene comune.

Il programma del Movimento 5 stelle è ampio e ricco di punti, il più lungo di quello che trovereste in un qualsiasi partito (sempre che ne troviate uno). Qui di seguito mi limito ad elencarne solo alcuni punti:

  • Superbonus energia per le imprese
  • Ripristino superbonus e bonus edilizi
  • Mappatura territorio per dissesto idrogeologico
  • Rafforzamento reddito di cittadinanza
  • Salario minimo legale
  • Riduzione dell’orario lavoro a parità di salario
  • Stop a tirocini e stage gratuiti
  • Sgravi permanenti e riscatto gratuito della laurea per under 36
  • Taglio cuneo fiscale ed eliminazione dell’IRAP
  • Matrimonio egualitario, legge contro l’omotransfobia e lo Ius scholae
  • Estensione ai 16enni del diritto di voto
  • Fondi a scuole, università e ricerca
  • Adeguamento stipendi insegnanti ai livelli europei

Dall’ambiente, alla difesa degli animali, dalla legge sulla regolamentazione delle lobby, fino all’obbligo dei due mandati per tutti i partiti politici. Lascio qui il programma intero, ricordandovi che lo stesso potrebbe essere modificato od ampliato in futuro attraverso la piattaforma di democrazia diretta.

Abbiamo bisogno di programmi che guardino al futuro con speranza, abbiamo bisogno di nuove persone, giovani che ci rappresentino, ed abbiamo bisogno di un impegno concreto verso l’ambiente, contro il surriscaldamento globale e siccità. Abbiamo bisogno di politici onesti, che facciano il bene del Paese e non il bene delle loro tasche. Abbiamo bisogno di una politica inclusiva ed aperta, una politica che debelli l’ormai radicato fenomeno delle mafie, ed elegga cittadini non ricattabili.

Il Movimento 5 Stelle ha mantenuto la promessa, realizzando l’80% del programma iniziale, e con i Governi Conte ha ridato credibilità e prestigio all’Italia intera. Dopo aver letto il programma elettorale, prova ad immaginare l’Italia del futuro con solo l’80% delle proposte in esso inserite: è come nei tuoi sogni vero?

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